Darfo Boario 28, Luglio 2018

di Matteo Amati 

Le strade del ciclismo complice i recenti Campionati Nazionali ci hanno portato alla scoperta di Darfo Boario bellissima cittadina incastonata nella Valle Camonica famosa per le sue terme e per la sua gastronomia figlia di un antica tradizione rivisitata ai giorni nostri...

 

Il continuo girovagare lungo il percorso di gara e, un olfatto piuttosto sensibile ai possibili peccati di gola ci porta a conoscenza de la '' La Dolce Vita '' una piccola pasticceria  che da circa 30 Anni sforna quotidianamente moltissime prelibatezze frutto di una continua richiesta da parte di una clientela molto attenta ed esigente nel cercare un prodotto creato con materie prime di ottima qualità..

A far gli onori di casa la Sig.ra Franca che, insieme ai figli Massimo e Daniele dirige con occhio sapiente e con una punta d'orgoglio l'attività della famiglia Gelfi, nata nel lontano 1994 è diventata negli Anni non solo un semplice negozio dove recarsi per comprare un un buonissimo dolce ma bensì un luogo dove i cultori de la dolce Vita possono regalarsi una pausa rilassante gustando i buonissimi prodotti sfornati dai mastri pasticceri..

La regina de la pasticceria '' La Dolce Vita '' è la '' Spongada '' fiore al' occhiello della tradizione gastronomica della Val Camonica un dolce povero che si presenta ai nostri occhi con l' aspetto di una piccola pagnotta cosparsa di zucchero. La Spongada è il dolce tipico del periodo Pasquale diventato poi negli Anni un prodotto richiesto quotidianamente il quale, la sua produzione segue una ricetta che presenta variazioni nelle proporzioni degli ingredienti a seconda delle tradizioni dei singoli borghi camuni dove ogni famiglia detiene una propria ricetta per fare le “spongade”..

È il frutto di una sapienza che si è tramandata da generazioni da madre in figlia e che è il risultato di esperienze che si sono succedute nel corso dei secoli utilizzando di volta in volta un maggiore o minore numero di uova o di zucchero a seconda della disponibilità del momento. Per questo fare le “spongade” è un atto familiare, quasi un atto d’amore per la propria famiglia e per le proprie tradizioni, le origini di questo dolce sono suggestive e si possono riassumere con questo aneddoto raccontatoci dalla voce della Sig.ra Franca: ”Svariati secoli fa, un uomo molto affamato si recò in una panetteria in cerca di una pagnotta per saziare il suo appetito. Secondo la storia, la proprietaria del negozio, Rosa, peccatrice di avarizia, ebbe compassione dell’uomo, accontentandolo. L’uomo, che secondo molti era Gesù, mise la pagnotta sotto il suo mantello e la trasformò in una dolce focaccia che da quel momento prese il nome di Spongada”.

 

 

Di base, la ricetta prevede il mescolamento di due diversi impasti in due momenti successivi, il primo impasto è a base di farina bianca, zucchero, burro, uova, lievito, con aggiunta dell'aroma di vaniglia. Dopo circa tre ore di lievitazione, alla massa così lievitata si aggiunge un secondo impasto a base di farina, zucchero, burro, uova intere, tuorli d'uovo, vanillina e, lievito di birra.. Dopo l'amalgama, il nuovo impasto viene sottoposto a una seconda lievitazione per qualche ora, prima di essere modellato in forme di palle o pagnotte di circa 150 grammi esse vengono poste a lievitare ancora per il tempo necessario a ottenere un raddoppio del volume originario, successivamente la cottura delle pagnotte avviene con un passaggio in forno della durata di 20-25 minuti, alla temperatura di 180 °C. 

Ingredienti per il lievito:

130 grammi di lievito di birra;
200 grammi di farina bianca;
latte quanto basta per un impasto consistente;
Lasciare lievitare per almeno 30-40 minuti in ambiente caldo

Primo impasto
400 grammi di zucchero;
280 grammi di burro(possibilmente fresco e nostrano);
5 uova intere;
4 tuorli d’uova;
900 grammi di farina bianca;
Un pizzico di vanillina;
Sale quanto basta

Procedimento:
Mettere insieme tutti gli ingredientidell’impasto, lavorarli bene e infineaggiungere il lievito. Lavorare ancoraa lasciare riposare per almeno 3 oreIn ambiente caldo

Secondo impasto
400 grammi di zucchero;
280 grammi di burro;
5 uova intere;
4 tuorli d’uova;
Un pizzico di vanillina;
Sale quanto basta;
30 grammi di lievito di birra;
Farina bianca quanto basta.

 

 

 

nel rispetto di questa antica tradizione in Val Camonica ogni famiglia detiene una propria ricetta per fare le “spongade”. Essa è il frutto di una sapienza che si è tramandata da generazioni da madre in figlia e che è il risultato di esperienze che si sono succedute nel corso dei secoli utilizzando di volta in volta un maggiore o minore numero di uova o di zucchero a seconda della disponibilità del momento. Per questo fare le “spongade” è un atto familiare, quasi un atto d’amore per la propria famiglia e per le proprie tradizioni.Quella che qui riportiamo è la ricetta riconosciuta nella De.Co. del Comune di Breno con il desiderio che questa bella tradizione possa essere mantenuta per fornire alle nuove generazioni una merenda sana, nutriente e gustosa.

 

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@creditphoto Matteo Morotti